Entrare in questa casa di San Francisco è come varcare una soglia che porta in un mondo diverso. Un luogo dove i colori non sono un dettaglio ma una presenza viva che cambia l’umore di ogni stanza. E tutto nasce da un’idea semplice ma potente: trasformare un’abitazione tradizionale del 1908 in un rifugio contemporaneo ispirato all’immaginario di Josef Frank, maestro di pattern e armonie cromatiche.
Una casa del 1908 che nascondeva grandi possibilità
A Pacific Heights, uno dei quartieri più iconici di San Francisco, una tranquilla casa in shingle style del 1908 aspettava solo di essere riscoperta. I nuovi proprietari, una docente e un dirigente del settore tecnologico, l’hanno trovata quasi per caso dopo più di un anno di ricerche. Inizialmente era un affitto. Poi un colloquio con il proprietario ha cambiato tutto. Vendita improvvisa e trasloco immediato.
Gli interni? Pareti bianche, accenti grigi e dettagli coloniali. Una base neutra, un po’ anonima. Ma anche un grande potenziale. Ed è qui che entra in scena Julia Sobrepeña King, fondatrice di Studio Roene, chiamata per dare alla casa un carattere più giocoso ma in armonia con l’architettura originale.
Colori, luce e un equilibrio perfetto tra due personalità
I proprietari avevano gusti opposti. Lui ama il minimalismo. Lei da sempre adora i colori pieni e narrativi di Josef Frank. Il risultato è un dialogo elegante tra vivacità e calma. Toni allegri ma mai invadenti, piccoli colpi di scena cromatici ben dosati, ambienti accoglienti e mai troppo formali.
Julia descrive così l’idea alla base del progetto: un “giardino primaverile visto attraverso la nebbia di San Francisco”. Le stanze sono avvolte da verdi pallidi, lavanda sbiadita, blu polverosi e rosa delicati. Tutto si muove come seta leggera, interrotto solo da tocchi grafici più audaci che portano ritmo e contrasto.
Ingresso e living: prime pennellate di colore
Nell’ingresso, un tavolo in rovere laminato progettato su misura da Studio Roene si affianca alla lampada scultorea di Dana Harel e allo sgabello in ceramica blu di Milan Pekař. Poco oltre, un divano vintage rivestito in tessuto Jennifer Shorto e i cuscini di Studio Ford introducono la palette cromatica pensata da Julia.
Il living prosegue con altre scelte mirate:
- Lampada da soffitto Pinch, da The Future Perfect
- Divano Studio Roene con tessuti Pindler
- Pouf Last Ditch Design con tessuto Helene Blanche
- Cuscini di Svenskt Tenn
- Poltrona vintage da Morentz
La stanza è un equilibrio perfetto tra morbidezza e vivacità, con il pouf centrale che bilancia l’intera composizione.
La cucina: verde protagonista e dettagli raffinati
La cucina è uno degli spazi più sorprendenti. Qui i colori Benjamin Moore personalizzati danno vita a un ambiente caldo e luminoso. Gli elementi principali includono:
- Sgabelli da bancone 1stDibs
- Lampadari In Common With
- Lampada Shogun di Mario Botta
- Piastrelle Zia Tile “Gambit 7”
- Scaffali su misura Studio Roene
Tutto dialoga con naturalezza, anche il piccolo mobile bar rivestito in tessuto Svenskt Tenn, abbinato alla sospensione vintage Onos 55s Counterweight di Florian Schulz.
Camera degli ospiti e zona notte: calma, arte e colore
La camera degli ospiti ospita l’opera “Parking Lot” di Laura Vahlberg, tende Parker and Jules e mobili vintage, tra cui una sedia francese in vimini degli anni ’40. Il tappeto svedese completa un ambiente che mescola storia e leggerezza.
Nella camera principale dominano materiali tattili e forme morbide. Ci sono:
- Testiera su misura Studio Roene
- Lampade di Kalin Asenov
- Sedia Koloman Moser
- Tavolino Forma e Cemento
- Tappeto Stark
Carta da parati, pattern e richiami scandinavi
La casa racconta la visione di Julia anche attraverso scelte materiche e grafiche. La sala da pranzo ospita la carta da parati Zak + Fox “Hedera” abbinata a una credenza Croft House e alle sedie Pinch. Vicino alla cucina, la zona colazione combina un tavolo ovale su misura con la sospensione di Florian Schulz e dipinti scelti da Lost Art Salon.
Un ingresso in blu che racconta tutta la casa
La porta d’ingresso, avvolta nella carta da parati Nile & York, introduce subito la struttura cromatica dell’intero progetto. Qui convivono un tappeto vintage svedese di Marta Maas-Fjetterstrom, una console in metallo patinato della Rhett Baruch Gallery e uno specchio vintage in sughero di DeAngelis.
Un progetto che cattura la luce e l’anima di San Francisco
Ogni scelta nasce da un’idea semplice: portare dentro casa la luce morbida e mutevole della città, aggiungendo un tocco anticonformista. Il risultato è una casa colorata, ricca di dettagli e perfettamente equilibrata. Una storia in technicolor. Ma senza nessuno “sconosciuto alla porta”.




